Binge drinking – I rischi delle abbuffate alcoliche

Binge drinking-abbuffate alcoliche

Il binge drinking è un preoccupante fenomeno che negli ultimi anni coinvolge sempre più adolescenti. Ecco quali sono i rischi e cosa possiamo fare per prevenire le abbuffate alcoliche.

Il consumo di alcol negli ultimi anni è notevolmente cambiato. Mentre si è ridotto il consumo del vino durante i pasti, è aumentato il consumo occasionale (soprattutto nel week end) di grande quantità di superalcolici. Questo fenomeno è chiamato “binge drinking” (letteralmente ”abbuffata alcolica”). È un termine usato per misurare oggettivamente il bere eccessivo, convenzionalmente indicato come 5 o più unità alcoliche bevute in un’unica occasione.

Si tratta di una vera e propria moda, arrivata dai Paesi nordici e sempre più diffusa in Italia. Ciò che è preoccupante è la progressiva anticipazione delle fasce d’età interessata a questa modalità di assunzione dell’alcol.

Binge drinking, i preoccupanti numeri delle abbuffate alcoliche.

Secondo alcune stime, si “abbuffa” di alcolici un terzo dei giovani nordamericani ed europei. In Italia, il binge drinking sta diventando un’abitudine diffusa, consolidata e accettata, tra i giovani.  La fascia di età 18-24 è quella in cui le abbuffate alcoliche sono più diffuse.

Altro dato preoccupante, è la diffusione del fenomeno anche tra i giovanissimi tra gli 11 e i 17 anni.

Il 20,4% dei ragazzi in questa fascia d’età ha, infatti, un comportamento non moderato nel consumo di alcolici. Bisogna sottolineare che, sotto i 18 anni, il consumo di alcol dovrebbe essere totalmente evitato, perché a quell’età l’organismo non è ancora in grado di metabolizzarlo adeguatamente.

Oltre agli adolescenti, un’altra fascia d’età tra cui (a sorpresa) il binge drinking è diffuso è quella tra i 65 e i 75 anni, sempre più a rischio per patologie e problematiche correlate all’alcol.

Binge drinking, quali sono le cause?

Il binge drinking è considerato un mezzo per divertirsi, per socializzare, per stare bene ed integrarsi con il gruppo. Per essere più disinibiti durante il fine settimana, nelle feste e in discoteca.  Se alzare il gomito è frequente soprattutto durante i momenti di socializzazione, si beve anche per combattere la noia, per dimagrire e per non sentire la fame, tanto che negli ultimi anni si è affermata la drunkoressia, un disturbo alimentare che in Italia interessa 300mila adolescenti.

Binge drinking, i rischi per la salute

Il binge drinking in età adolescenziale, in un momento in cui il cervello è in pieno sviluppo e quindi più vulnerabile, può avere conseguenze permanenti sulle capacità cognitive.

I sintomi tipici di un abuso di alcol sono: cambiamenti del ritmo sonno-veglia, cefalee, irritabilità e aggressività immotivata, difficoltà a concentrarsi, vuoti di memoria, difficoltà nell’elaborare informazioni e di apprendimento, non solo nelle attività scolastiche, ma anche nelle semplici attività quotidiane.

Ma il cervello non è l’unico organo ad essere “intossicato” dall’alcol.

Prima dei 18-20 anni l’organismo umano non ha la capacità di smaltire l’alcol e anche minime quantità possono avere importanti ripercussioni su cellule e tessuti dell’organismo.

Ecco perché l’abuso di alcol in età adolescenziale può provocare, a lungo termine, danni al sistema cardiaco, neurologico, ormonale, immunitario, gastrointestinale e muscolo- scheletrico.

Le abbuffate alcoliche mettono a serio rischio la salute del cuore.

Bere smodatamente, anche in una singola occasione (come un episodio di binge drinking durante il week-end),  è sufficiente per provocare in soggetti sani la cosiddetta holiday heart syndrome, ossia la comparsa di aritmie cardiache.  A questo pericolo si associa quello di perdita di conoscenza durante la guida, come conseguenza di un’aritmia cardiaca.

L’alcol, inoltre, può essere un importante fattore di rischio per lo sviluppo di diverse tipologie di tumore e causare disfunzione erettile.

Binge drinking, la prevenzione parte dalla famiglia e dalla scuola.

Genitori e insegnanti possono essere determinanti nel far comprendere ai giovani che il divertimento non è sinonimo di sballo.

I genitori  sono  fondamentali nell’indirizzare i figli verso uno stile di vita sano. Secondo i dati Istat, il 30,5 % dei ragazzi di 11-24 anni con almeno un genitore che eccede nel consumo di alcol, ha a sua volta abitudini non moderate nel bere alcolici. Tale quota scende al 16,2% tra i giovani con genitori che consumano alcolici in maniera moderata.

È fondamentale, quindi che i genitori diano il buon esempio, creando un ambiente familiare in cui la presenza dell’alcol è visibile, ma discreta, e il consumo moderato.

È importante, inoltre, che i genitori spieghino ai figli, fin da quando sono bambini, i rischi legati all’alcol. Esordire con questo tipo di discorsi in età adolescenziale, quando tutto quello che viene detto dai genitori è soggetto a critica e rifiuto, può essere, infatti, controproducente.

Anche la scuola può giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione.

È importante che gli insegnanti parlino degli effetti dannosi dell’alcol ai giovanissimi. E comunichino con i genitori, al fine di agire tempestivamente in caso di comportamenti sospetti da parte dei ragazzi.

Cristina Caramma

 

Take Home Message
Il binge drinking (letteralmente ”abbuffata alcolica”) è un preoccupante fenomeno che consiste nel consumo occasionale (soprattutto nel week end) di alte quantità di superalcolici. Coinvolge soprattutto i giovani dai 18 e i 24 anni. Ma è diffuso anche tra i giovanissimi tra gli 11 e i 17 anni e nella fascia d’età che va tra i 65 e i 75 anni. Il binge drinking è considerato un mezzo per divertirsi e per socializzare. Ma si beve anche per combattere la noia e per dimagrire (la drunkoressia è un nuovo disturbo alimentare). I rischi per la salute di un eccessivo consumo di alcol sono: conseguenze permanenti sulle capacità cognitive e danni al sistema cardiaco, neurologico, ormonale, immunitario, gastrointestinale e muscolo- scheletrico. I genitori e la scuola sono determinanti nella prevenzione del fenomeno.

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Ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2018

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