Che idea hanno gli altri di noi?

Può accadere che le persone intorno a noi si facciano un’idea che può discostarsi molto da quello che pensiamo di trasmettere. Ecco la mia esperienza

Ho iniziato a prepararmi creme, saponi e oli cosmetici circa 13 anni fa. Allora vivevo a Londra dove trovavo facilmente tutte le materie prime e le informazioni che mi servivano per imparare. Mi sono appassionata subito e la casa ha iniziato a riempirsi di boccette, oli profumati, cere e basi naturali. Avevo i figli piccoli (5 e 7 anni) che vivevano con curiosità questa mia nuova eccitazione e spesso partecipavano, divertendosi, al confezionamento delle preparazioni.

Questo era il mio hobby, avevo, però, anche un ruolo professionale nell’ambito della formazione e sviluppo delle persone a cui dedicavo tempo studiando e lavorando.

Una vita professionale che si svolgeva fuori casa. Quello che i figli vedevano era una mamma che si dilettava nella preparazione di cosmetici naturali e forse era anche l’aspetto della mia vita che condividevo di più con loro, parlandone ma anche giocando a fare l’alchimista.

Che lavoro fa tua mamma?

Un giorno, insieme ad alcuni compagni di scuola, li sentii parlare del lavoro delle loro mamme. Chi l’avvocato, chi il medico, chi era un dirigente in carriera, chi l’architetto. Quando arrivò il turno del mio piccolo lo sentii dire sconsolato: “Mia mamma fa solo saponi”.

Ecco! Una laurea, due master, un ruolo organizzativo e di sviluppo su programmi per l’inclusione culturale proprio all’interno della scuola internazionale che loro frequentavano e l’immagine, che avevano di me, era: mia mamma fa solo saponi.

Mi fece sorridere questa cosa. Ancora oggi lo racconto con ironia ma, ho iniziato a guardarla con una diversa prospettiva.

E se questo paradigma lo allargassimo e applicassimo a tutte le realtà che si riferiscono alla percezione dell’altro?

Che immagine di noi diamo alle persone intorno a noi? Accendiamo la telecamera!

Se è vero che i bambini guardano e vivono il mondo senza sovrastrutture e rispecchiano esattamente quello che vedono raccontandolo con candore, allora dobbiamo chiederci che immagine di noi diamo a tutte le persone che abbiamo intorno. E, soprattutto, indipendentemente dalle nostre intenzioni e il nostro essere nell’intimo, cosa mostriamo nelle azioni?

Un esperimento interessante è fare un discorso, di qualsiasi tipo, di fronte ad una telecamera e poi riguardare il video.

Se sopravviviamo a quest’esperienza devastante possiamo iniziare a vedere al di là delle nostre personali intenzioni e abbiamo l’opportunità di osservare la stessa cosa che notano, rilevano e percepiscono gli altri quando ci guardano e ci ascoltano.  Non mi riferisco solo alla chiarezza della comunicazione ma anche di ciò che passa attraverso il nostro modo di muoverci, di sbattere le palpebre, di gesticolare di sorridere.

Le etichette che mettiamo alle persone

Una legge pedagogica universale è che i bambini, ma non solo loro, imparano quello che i genitori e gli adulti in generale fanno e non quello che dicono. Ma c’è di più. Chi ci vive tutti i giorni opera su di noi lo stesso identico sistema di catalogazione ma, con l’aggravante delle sovrastrutture e i pregiudizi che è inevitabile costruirsi negli anni.

Così accade che la percezione che abbiamo di una persona passi attraverso ciò che vediamo e da quello che vediamo ci facciamo un’idea, anche inconsciamente, non solo di cosa faccia quella persona ma anche di cosa sia.

Ed è così che per noi quello è un altezzoso, quello un superficiale, quello un vanitoso e quell’altro è invece uno buono e accogliente. E queste etichette non possiamo staccargliele di dosso perché sono sintomo dell’esperienza che abbiamo fatto di quella persona. Nel profondo del nostro cuore quella persona è prima di tutto quello che abbiamo vissuto, almeno fino a che non ne faremo un’esperienza diversa che ci convincerà del contrario.  Proprio come io, per i miei figli, in primissima battuta ero quella che “faceva solo saponi” e chissà, forse lo sono ancora.

 

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

 

Take Home Message
Nonostante le nostre intenzioni può accadere che le persone intorno a noi si facciano un’idea che può discostarsi molto da quello che pensiamo di trasmettere. Un buon feedback può darcelo una telecamera. Provare per credere!

Tempo di lettura: 1’

Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2018

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