Donna bionica e lo stress da fattore tempo

wonderwoman

Donna bionica? Wonder woman? Parliamo delle donne in carriera, partendo dalla storia di Carla che per molti aspetti ricorda quella di molte altre donne.

Carla è una brava e stimata architetta. Si dedica alla ristrutturazione di case ed edifici storici fatiscenti, ama il suo lavoro e ha il dono di saper mantenere intatta l’identità dell’edificio a cui si dedica. È un po’ matematica e un po’ artista, si sa, in tutti gli architetti convivono queste due personalità che bene o male lei gestisce da anni con disinvoltura.
Arrivano i figli e li tira su un po’ come le sue case: con attenzione ai dettagli pur senza perdere la visione globale.

Donna bionica – Gli anni passano e Carla ce la mette tutta…

Si dedica alla casa, al lavoro, ai figli e al marito che nel frattempo fa una carriera stellare. Carla però fa fatica, non riesce più a conciliare le richieste esterne con quelle interne, si sente divisa in 3, in 4, in 10 persone diverse e si rende conto che non è più capace di vivere la vita sua e quella degli altri. Si sente spesso stanca, il suo lavoro ne risente, così accetta sempre meno incarichi. Si ammala di frequente, pensa addirittura di mollare. Si è persino dimenticata dell’immensa soddisfazione che trae vedendo un’opera trasformarsi sotto i suoi occhi.

Donna bionica – Carla è stressata, stressata nel vero senso della parola…

Stressata al punto che qualsiasi microbo le passi vicino diventa un inquilino moroso, uno scomodo occupante che non paga l’affitto e che, anzi, le presenta il conto delle bollette. Passa da un raffreddore a una bronchite e poi la tosse e poi di nuovo un raffreddore. È ingrassata, per forza, non ha tempo di fare sport, anzi è la prima cosa che ha tagliato. L’immagine che ha di se stessa è quella di una donna normale ma, sfinita e anche un po’ sfiorita. Inizia a detestare quest’immagine.

Si guarda indietro e si dice che ha fatto un buon lavoro con tutto il resto ma non con se stessa.

Donna bionica – La decisione di migliorare la propria vita

Una delle principali cause di stress è la sensazione di dedicare troppo tempo agli altri e non averne per se stessi. Questo è ciò che accade anche a Carla. Quando mi chiama la prima volta, le chiedo, come faccio con tutti, di scrivermi una mail per raccontarmi quello che vorrebbe dirmi e soprattutto qual è il suo obiettivo. Mi serve per avere un primo quadro, molto generale. Ci mette quasi un mese, non riesce neanche a ritagliarsi dieci minuti per dire cosa, della sua vita, vorrebbe cambiare.

Poi, la mail finalmente arriva, ma non sono sicura di capire cosa voglia. Solo sfogarsi o vuole ridurre questo perenne stato di ansia generato dalla sensazione di non riuscire a fare tutto? L’idea che mi faccio è che vorrebbe entrambe le cose ma più di tutto, se avesse la bacchetta magica, chiederebbe una vita organizzata. Una vita in cui succede proprio quello che si pianifica e non quello che capita. Le chiedo di farmi un esempio.

Domanda: Come se la immagina questa vita organizzata? Come dovrebbe essere?

Risposta: Come i suoi disegni su cui progetta le belle case a cui lavora.

Così iniziamo a lavorare alla sua confusa quotidianità come si lavora a un progetto di un architetto; in spazio e misure, in centimetri e altezze. Perché quello è il linguaggio a cui è abituata, quello che le risulta facile capire e gestire e che negli anni ha seppellito tra le esigenze, da lei stessa viziate, della famiglia. In questo “progetto” riusciamo a farci stare dentro tutto; eliminando le cose vecchie che occupavano spazio e non servivano più e creando immensi spazi di luce.

Donna bionica – Impara a selezionare e si sforza di portare avanti qualsiasi azione fino alla fine

Senza lasciare che gli altri la interrompano, fosse anche solo bere un caffè e impara a infilare ogni cosa nel suo “cassetto tempo”. Uno, cinque, o sessanta minuti, non importa. Una volta deciso che quell’azione richiede un certo tempo, quel tempo esatto le dedica.

Carla smette di ammalarsi così spesso e rapidamente recupera le forze, sente di nuovo l’energia fluire. Si rende conto che il vero sforzo è mettere ordine nel suo senso del dovere che la soffoca e che, ma questo lo intuisce solo dopo, toglie l’aria e autonomia anche a chi le sta accanto.

Donna bionica – Il tempo in centimetri

L’idea di misurare il tempo come lo spazio mi venne proprio con questa cliente. Mi resi conto che effettivamente una delle principali cause di stress è proprio il tempo o meglio, la sensazione di non averne abbastanza. Vale per tutti, ma per le donne questo è ancora più vero. Sempre più spesso per lavoro o per amicizia, donne di età diverse, mi parlano della sensazione di non avere abbastanza tempo.  Si sentono sopraffatte dalle piccole cose quotidiane, anche sciocche, ma che rubano tempo ed energia. La gestione della casa, la spesa, la scuola dei figli, i colloqui con i professori, il proprio lavoro che poco si concilia con questi impegni, soprattutto se i figli sono piccoli.

Quello stato mentale snervante in cui non si riesce a gestire con disinvoltura la propria vita familiare. Ma anche sociale e professionale. La quotidianità insomma. Questa costante condizione non fa che peggiorare lo stato di ansia, si dorme male e come in un vortice si cade nel circolo vizioso: stress, stanchezza, malattia e ancora stress.

La verità è che non sono le cose da fare che tolgono energia ma lo stato ansiogeno che ne deriva.

Donna bionica – Stressare la quotidianità o evitare lo stress?

Donne come Carla ce ne sono tante, in realtà lo siamo un po’ tutte. Donne che hanno famiglia, ma anche donne che non ne hanno. È un po’ il leitmotiv di questo mondo così esigente in cui viviamo. Con la storia del cervello femminile multi-task ci buttiamo in una vita piena di inutili “mangia energie” con il risultato di vivere affogate e insoddisfatte. Allora iniziamo ad economizzare il tempo distribuendolo solo alle cose che ci sembrano più urgenti, dimenticando quelle importanti, come l’attività fisica, la vita sociale, un’alimentazione corretta. Il sistema immunitario ne risente e ci si ammala spesso.

Così, l’idea di visualizzare il tempo in centimetri anziché in minuti è apparsa subito realizzabile, potenzialmente fruibile da ognuna, anche da chi di famiglia non ne ha ma ha magari un cane, un lavoro, dei clienti sempre più esigenti e colleghi poco comprensivi.

Fare una cosa alla volta e lasciare che ognuna di esse prenda il suo spazio. Non un centimetro di più.

Occorre imparare a mettere le azioni in fila senza intrusioni. Ma non solo. Il vero apprendimento risiede nell’educarci, ma anche nell’addestrare le persone intorno a noi. Rispettare lo spazio e il tempo che appartiene ad ogni cosa. Questo è ciò che potete provare a fare. Così l’ordine si sostituirà alla confusione e sarà il primo passo per liberarvi dal peso dello stress causato dal fattore tempo.

 

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

Take Home Message
Donna bionica e wonder woman? Fare una cosa alla volta e lasciare che ognuna prenda il suo spazio. L’importante è imparare ad arginare le intrusioni. Un primo passo per arginare il peso dello stress dalla cronica mancanza di tempo di questi tempi.

Tempo di lettura: 1′ e 10”

Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2019

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