La finanza sembra non essere roba da donne ma…

Donne e finanza Donne e finanza. Esiste un gap di genere sia per l’utilizzo degli strumenti finanziari, sia per la partecipazione delle donne nelle posizioni apicali delle istituzioni finanziarie

Mi presento, sono Monica e mi occupo di consulenza finanziaria da venticinque anni. All’epoca la quasi totalità dei miei clienti apparteneva all’altro sesso così come i miei colleghi, anzi a dire il vero ho passato anni ad essere l’unica donna presente in ufficio; il mondo della finanza è un ambiente tipicamente maschile.

Donne e finanza un binomio che non sembrava possibile…

Ma che con testardaggine e determinazione ho perseguito.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Nel frattempo è aumentato il numero delle colleghe donne e la consulenza finanziaria si è colorata sempre più di rosa. Seguo sempre più clienti donne, ma purtroppo donne e finanza è un binomio che mostra ancora delle note stonate. Sono qui per raccontarvi che non solo è un binomio possibile che magari va un po’ accordato, ma che è anche necessario.

Meno educate finanziariamente rispetto agli uomini

La finanza è una di quelle aree tematiche come la tecnologia, la fisica e la scienza in cui le donne sono in minoranza. Esiste un gap di genere sia per quanto riguarda l’utilizzo degli strumenti finanziari, sia per la partecipazione delle donne nelle posizioni apicali delle istituzioni finanziarie, e purtroppo nota tristemente dolente (e che non avrei mai voluto scrivere anche per quanto riguarda l’alfabetizzazione finanziaria) il gap di genere si fa sentire. Detto in parole povere: noi donne risultiamo in media meno educate finanziariamente rispetto agli uomini.

Questa mancata educazione ha ragioni antiche, un atavico condizionamento che riceviamo fin da bambine, che si annida all’interno della famiglia, genitori, nonni, e che ci porta da adulte a sentirci inadeguate, ad autoescluderci, come se non bastassero tutti i paletti che ancora vengono dall’ambiente esterno.

Fragilità economica ed esclusione economica

Esiste inoltre una fragilità economica di genere legata al differente ciclo della vita: la maternità, la differenza salariale (in media 16% in meno degli uomini), una diversa aspettativa di vita (3 anni più degli uomini). Inoltre va sottolineato che esiste, non meno importante, un tipo di violenza legata all’esclusione economica. Tutti motivi che dovrebbero indurre l’universo femminile ad una ulteriore presa di coscienza della propria condizione. Questo non lo dico io, ma numerosissimi studi e ricerche fatti da enti, organismi sovranazionali, università, sociologi, sia in Italia che all’estero.

Detti studi mostrano però anche un’altra cosa, che quando le donne si interessano di finanza ed hanno la possibilità di occupare posizioni di leadership nelle banche, queste banche risultano più stabili, cioè falliscono di meno. Questa è la bella notizia: prudenti, avverse al rischio e resilienti le donne in finanza possono fare la differenza!

Decidiamo di diventare parte attiva senza paura

Quindi care amiche di finanza ci dobbiamo interessare, per noi, per i nostri figli e le nostre figlie, per una società che ha bisogno dell’“energia donna” per il buon andamento delle cose. Decidiamo di diventare parte attiva nella gestione delle nostre risorse, senza delegare, senza paura!

E’ l’auspicio di un inizio di un nuovo tempo in cui il soffitto di cristallo non dovrà più essere brutalmente infranto, con inevitabili danni collaterali, ma si dissolverà semplicemente.

Allora ragazze rimbocchiamoci le maniche e partecipiamo!

Monica Bitelli

(Credits immagine)

>>> Leggi gli altri articoli della rubrica “Donne e finanza – Pillole di consapevolezza” <<<

Take Home Message
Donne e finanza – Gap di genere – Perché interessarsi di finanza significa poter far fronte alle sfide della propria vita e poter contribuire ad un sano sviluppo economico della comunità.

Tempo di lettura: 1′

Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2019

Voto medio utenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here