La magia dell’immobilità

La magia dell'immobilità La magia dell’immobilità

Spegnere i motori per scegliere in silenzio

Fino a un paio di mesi fa vedevo il mondo scorrere come dal finestrino di un treno. Le cose accadevano intorno a me e ne percepivo solo qualche sfumatura. Non sono brava a capire i dettagli, a cogliere le nuance, non mi fermo. Anzi, non mi fermavo mai. 

Tutte in fila le cose da fare, ottimizzando tempi e spazi. Orecchie, occhi, mani e piedi sempre occupati. Come per molti altri, il tempo, era per me, il bene più prezioso. 

Quando ero piccola, mio padre diceva sempre che era impossibile che qualcosa mi annoiasse. Anche sola, in una stanza con un pezzettino di carta trovavo il modo di farlo diventare un gioco. Una virtù o un dono, comunque qualcosa da coltivare e che fa vivere bene. Che fa vivere meglio.
Così, per 50 anni, ho sempre mantenuto i motori accesi a oltranza.

Poi, accade una cosa stupida…

Un piccolo incidente sugli sci che mi costringe a stare ferma e a dipendere dagli altri per quasi due mesi. Un tempo per me infinito. Obbligandomi a osservare cosa accade intorno, mentre io corro, cioè, mentre correvo.

In queste settimane, la frase “la vita è quella cosa che accade mentre tu sei impegnato a fare altro” finalmente per me ha un senso. E’ ora concreta, credibile, corrisponde a una verità ineluttabile. E proprio in questo lento scorrere del tempo faccio delle scoperte sensazionali.   

A parte la normale, umana, scontata e, se vogliamo, noiosa selezione tra chi ti vuole veramente aiutare e chi no, scopro che anche gli altri intorno a me corrono e che devo aspettare che si fermino nello stesso luogo dove sono io per scambiare anche solo due parole.

Scopro che quando abbiamo tanto tempo a disposizione per fare tutte quelle cose che di solito non abbiamo il tempo di fare, alla fine proprio quelle cose perdono di importanza e ne saltano fuori altre a cui, magari, non avevamo mai pensato.

Scopro che il movimento alza la polvere e non fa vedere con chiarezza.

Proprio come quando si perde qualcosa in mare. Bisogna stare fermi immobili e lasciare che la sabbia si depositi e che l’acqua non sia increspata per vedere perfettamente il fondale.
All’inizio occupo il tempo leggendo, guardando la televisione, parlando al telefono, facendo ricerche su internet. Poi, un po’ alla volta, trovo che tutto mi annoia, tutto tranne il silenzio. Spengo la TV, chiudo il libro, il pc. Osservo la calma. Scopro i benefici della quiete, ma soprattutto capisco che è più facile prendere decisioni da fermi, in silenzio. Si vedono le cose più distintamente, in ordine, pulite.

Mi fermo, osservo, capisco, seleziono, decido e agisco.

Questo il mantra di febbraio. Così, questo mese, non vi inviterò all’azione, ma all’ascolto del silenzio. Fermatevi per un minuto, due, il primo giorno. Poi diventeranno 10 e forse 30. Non importa. L’importante è scoprire che, paradossalmente, solo così si ferma il chiacchericcio interno. Anche quello esterno che disturba parecchio, a dire il vero, e che ci impedisce di vedere con chiarezza cosa vogliamo veramente.

Cosa fare in questi minuti? Niente ovviamente. Il mondo intorno continuerà a vivere anche senza il nostro contributo. Ve lo garantisco.

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

Take Home Message
La magia dell’immobilità – La contraddizione di questo tempo è che pur vivendo di corsa abbiamo la sensazione di non avere il tempo di fare niente. Nessuno si ferma mai, pensando, così, di cogliere le migliori opportunità ma dimenticando che nella confusione della fretta non si riesce a vedere, sentire, scegliere accuratamente cosa vogliamo veramente.

Tempo di lettura: 50”

Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2018

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