Stanchezza Durante il Giorno

Stanchezza Durante il Giorno

Last Updated: 18 Gennaio 2023By

Stanchezza Durante il Giorno

E se il problema di così tanta stanchezza durante il giorno fosse la mancanza di sonno notturno?

Come mai ci sono dei periodi dell’anno in cui avvertiamo una maggiore stanchezza? Capita un po’ a tutti ed è del tutto normale. Quali sono le cause? Il cambio di stagione, l’arrivo dei primi caldi o dei primi freddi e il maggior carico di lavoro che spesso accompagna i mesi prima delle vacanze e quelli subito dopo. E’ successo anche a me e più di una volta: avete presente quella sensazione di sonnolenza e voglia di non fare assolutamente nulla? Ecco proprio quella lì!

Stanchezza durante il giorno

Normalmente il problema si supera nel giro 2 o 3 settimane, ma se questo non accade è opportuno rivolgersi al medico per indagarne le cause, soprattutto quelle legate alla mancanza di sonno. La carenza di sonno, infatti, se si protrae a lungo, può impattare in maniera seria sulla salute individuale, sia per quanto riguarda lo sviluppo di patologie, come per esempio quelle del sistema cardiocircolatorio, sia per quanto riguarda l’accentuarsi di disturbi, come ansia e depressione.

Insonnia e apnee ostruttive: ecco i disturbi del sonno

Il riposo notturno spesso viene disturbato da due patologie molto comuni, quali l’insonnia e l’apnea ostruttiva. Vediamo rapidamente di cosa si tratta:

L’insonnia è un disturbo che si associa a varie patologie neurologiche, metaboliche e cardiache, ma anche a problematiche di natura psicologica. Può presentarsi in tre tipologie differenti:

iniziale: la più “riconoscibile” che consiste nella difficoltà ad addormentarsi;
centrale: caratterizzata da continui risvegli notturni;
terminale: che provoca quindi il risveglio precoce del paziente con l’impossibilità a riaddormentarsi.
L’apnea ostruttiva, invece, è una patologia che comporta episodi di interruzione della respirazione accompagnati da forte russamento e, in generale, una diminuzione dell’afflusso d’aria ai polmoni durante il sonno. Le apnee provocano frequenti risvegli del paziente che avvertirà la sensazione di mancanza d’aria. Come possibili conseguenze, l’apnea ostruttiva potrebbe causare l’affaticamento del muscolo cardiaco a causa della diminuzione di ossigeno nel circolo sanguigno: una condizione che può condurre allo sviluppo di patologie cardiovascolari, ma anche a disturbi dell’attenzione e della memoria. >>> Guarda anche la nostra compressa dedicata.

Stress e sonno: quali correlazioni?

Anche lo stress è un fattore che può influenzare fortemente la qualità del sonno. Lo stress, come sappiamo tutti, viene attivato dalle preoccupazioni e il carico emotivo derivanti per esempio quando si attraversa un periodo difficile, magari a livello lavorativo o familiare. Quello che pochi sanno è che un periodo lungo di stress può innescare anche dei veri e propri meccanismi fisiologici che contribuiscono a mantenere attivo il cervello e non farlo mai riposare veramente. Si tratta di meccanismi ormonali che interferiscono con l’azione della melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia.

In certi casi casi e su consiglio medico, per questo motivo può essere efficace l’utilizzo di integratori che contengono melatonina, in modo da aiutare naturalmente i processi che conducono al sonno.

Dormire meglio: come fare?

Consigli su come migliorare il riposo notturno e facilitare il processo di addormentamento? Ecco i 6 consigli di base:

  1. Regolarizzare il ritmo sonno-veglia, semplicemente mettendosi a letto e svegliandosi sempre allo stesso orario
  2. Non mangiare a ridosso del momento di andare a dormire
  3. Evitare sostanze eccitanti come il caffè, il tè o gli alcolici, preferendo a questi tisane calde e rilassanti, come quelle a base di camomilla, melissa o passiflora
  4. Non fare attività sportiva intensa prima di andare a dormire
  5. Regolare la temperatura della camera tra 18-20°
  6. Evitare di utilizzare schermi luminosi per almeno mezz’ora prima del momento di andare a dormire

Un capitolo a parte riguarda il cosiddetto Long COVID, che ha proprio nella stanchezza un sintomo caratteristico

Una durevole stanchezza diurna è anche tra i sintomi del long COVID, una sindrome clinica che sviluppano alcuni pazienti colpiti da COVID-19 e che vede la persistenza di alcuni sintomi oltre 4 settimane dopo la risoluzione dell’infezione. Oltre a dolori muscolari e articolari, dispnea, tosse, dolore al petto e altri sintomi a livello cardiovascolare, gastrointestinale e neurologico; una fatica persistente e una diffusa sensazione di debolezza possono essere diverse manifestazioni analoghe a quelli della stanchezza diurna.

I pazienti che sospettano un affaticamento legato a long COVID, pertanto, devono rivolgersi al medico, che diagnosticherà clinicamente la sindrome da long COVID e, se lo riterrà necessario, indicherà quali accertamenti eseguire.

Altre cause della stanchezza

Tra le altre condizioni che possono portare ad una stanchezza di lungo periodo ci sono anche diabete, ipertensione, disturbi della tiroide e carenze vitaminiche, per questo motivo è bene sempre consultare il proprio medico quando il sintomo persiste.

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Come mai ci sono dei periodi dell’anno in cui avvertiamo una maggiore stanchezza? Capita un po’ a tutti ed è del tutto normale. Quali sono le cause? Sempre e soltanto il cambio di stagione? Sappiamo che il riposo notturno spesso viene disturbato da due patologie molto comuni: l’insonnia e l’apnea ostruttiva. Diventa importante allora capire le cause della sonnolenza diurna, questo ci aiuterà a dormire meglio se ne soffriamo.

Tempo di lettura: 5 minuti

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2023

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