Digiuno intermittente. È davvero così efficace come dicono?

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Se mi parlano di digiuno il mio primo pensiero va al grande rappresentante della non violenza, il “piccolo”, grande Gandhi. Non mi convince quindi molto come alternativo modo per perdere peso. Lo associo di più a battaglie civili. Ma sta di fatto che il digiuno intermittente permette di perdere chili. Ma quali sono le regole da seguire per praticarlo in sicurezza?

Come funziona il digiuno intermittente?

Comincio con il dire che a me la parola digiuno proprio non piace. Faccio parte di quella scuola di pensiero che per perdere peso (i soliti due chiletti di troppo) decide “semplicemente” di diminuire le dosi e abbandonare le cattive abitudini (cibo spazzatura). Ma non di smettere di mangiare. A me mangiare piace!

Ma di questo digiuno come modo (e moda!) per perdere peso ormai se ne sente parlare sempre più spesso. E allora cominciamo con il dire che esistono diverse formule per digiunare in modo intermittente. In generale il digiuno intermittente propone una dieta che alterni periodi in cui si mangia a periodi di digiuno. Giorni e orari non sono fissi. Tutto dipende dal programma seguito, Insomma è un digiuno che possiamo cucirci su misura.

Facciamo qualche esempio pratico

Si può scegliere di saltare la colazione, consumando il primo pasto alle 12.00 (pranzo) e terminare l’ultimo alle 20.00 (cena). In questo modo si digiunerà all’interno di una fascia oraria di 16 ore, e si mangerà durante i pasti previsti nelle 8 ore rimanenti.

Ma si potrebbe anche scegliere lo schema 5 su 2. Ovvero per due giorni a settimana (che non devono essere consecutivi), si riducono le calorie a 500/600 massimo. E poi negli altri giorni non c’è alcun tipo di limitazione.

C’è anche l’opzione Eat Stop Eat (ovvero Mangia, Non mangiare), in cui si alternano i giorni in cui si mangia a quelli in cui non si mangia. Tutto questo per un paio di volte a settimana.

Ecco come funziona il “deficit calorico”

Il digiuno intermittente induce uno stimolo che, se dosato in modo corretto, genera una risposta riparativa da parte dell’organismo. Questo stimolo viene innescato dal deficit calorico, che induce numerosi cambiamenti: il corpo adatta i propri livelli ormonali e le cellule avviano i processi di riparazione e autofagia, ovvero quel fenomeno fisiologico che si verifica proprio nel digiuno e che consiste nel consumo delle riserve (i famosi chili in eccesso).

C’è anche un altro vantaggio: il gonfiore addominale (la pancetta, come la chiamiamo affettuosamente noi), anche semplicemente per il minor volume di cibo ingerito, come in tutte le altre diete, è la prima vittima a cadere. Anche perché l’apparato digerente, non impegnato nella digestione, può concentrarsi sul drenaggio delle scorie metaboliche.

C’è chi dice che i chili così persi si riacquisteranno presto. Ma questa storiella l’abbiamo sentita anche per tutte le altre diete…

 

Fonte notizia: Humanitas Salute 

Credit foto: FreePik

 

Redazione VediamociChiara
©️ riproduzione riservata

 

Take Home Message – Digiuno intermittente
Se mi parlano di digiuno il mio primo pensiero va al grande rappresentante della non violenza, il “piccolo”, grande Gandhi. Non mi convince quindi molto come alternativo modo per perdere peso. Lo associo di più a battaglie civili. Ma sta di fatto che il digiuno intermittente permette di perdere chili. Ma quali sono le regole da seguire per praticarlo in sicurezza?

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Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2020

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